A volte, ma solo a volte, la vita ci prende in giro così.
Leggete con attenzione, senza fretta e respirando a tempo, che da queste parti le parole pesano più del piombo.
Dunque.
Si parla di muri...avete presente i mattoni?
Ok, mettetene uno sopra l'altro, uno di fianco all'altro, buttateci sopra del cemento (quanto basta), aspettate qualche giorno, poi se siete proprio fanatici, date pure una mano di pittura (colore a piacere, tanto alla fine
di questa favoletta il muro crolla -forse- e il colore sarà poi l'ultima delle vostre preoccupazioni)...et voilà, di fronte a voi c'è un muro.
Oppure.
Innamoratevi di una persona testarda...et voilà, di fronte a voi c'è un muro.
Poi, se anche voi non siete proprio il massimo dell'elasticità, i muri diventano due, uno di fronte all'altro.
E iniziano i guai.
E, con i guai, iniziano le improbabili soluzioni.
Improbabili perchè fintanto che ognuno dei due muri resta convinto che lui ha diritto di stare lì, dritto, alto, impettito...i due muri resteranno lì.
E l'unico modo per credere che non ci siano è guardare da un'altra parte, o chiudere gli occhi e non guardare proprio. Ma i muri stanno lì.
Quando d'estate fa caldo, ma tanto caldo, l'ombra che da essi ne deriva fa anche piacere, ci si mette sotto il muro e ci si guarda intorno.
Si vede un mondo accaldato e voi, invece, all'ombra e al fresco vi sentite fortunati.
Il problema sorge di notte, quando il muro non serve proprio a un cazzo, anzi, intralcia.
Lo prendiamio questo martello e iniziamo a rompere 'sto muro?
Macchè, perchè devo farlo prima io? Prima quell'altro!
No, prima tu!
No, prima tu!
No, prima tu!
Insomma, un gran casino.
Che poi, a ben guardare, il fatto è che se uno dei due è così convinto di essere nel giusto che non sente ragioni, le possibilità sono due.
La prima. L'altro cede.
La seconda. L'altro cede.
La terza (ma come, non erano due? Ecco, infatti, erano, ora sono tre). Game over.
Come è facile immaginare le ipotesi uno e due portano ad implicazioni "simili" tra loro, la terza invece non comporta proprio implicazioni. Tante care cose e stammi bene.
Ma parliamo delle prime due che è meglio, va.
L'altro cede. L'altro cede.
I problemi si risolvono. Forse. Forse no. E se domani esce fuori qualcos'altro? Qualche altro motivo per aggiungere mattoni ad un muro che non è crollato
(a dir la verità non ha mai nemmeno tremato...). Che si fa, si riparte da capo?
No, eh?
Oddio, che cosa strana che mi è successa...mentre scrivevo, proprio un istante fa, due istanti, tre istanti, quattro, cinque...ok, avete capito...mi è improvvisamente passata la voglia di continuare a scrivere.
Un po' perchè mi rendo conto che ho scritto un sacco di cose delle quali al 99% di voi non importa proprio niente, un po' perchè le ho scritte pure male,
e un altro po' perchè a scrivere e parlare non si va da nessuna parte. Sono strade già percorse. In macchina, a piedi, in bicicletta, in carrozza, come ve pare, ma non portano in nessuno stramaledetto posto.
Allora sapete che vi dico?
non scrivo più. non parlo più. vado a prendere il martello, anche se non so ancora cosa ci farò.
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2 commenti:
Il muro fatto di mattoni che hai attentamente e scrupolosamente costruito (soprattutto se ci hai messo il colore) prima o poi crolla. O prima, o poi. Gli anti-sismici non si abbattono, ma tutti gli altri, quelli si, quelli crollano. Giunto il terremoto, il muro va giù, ma quando succede una cosa del genere, senza che lo si sia davvero voluto, forse, prima o poi, prima, o poi, qualche impavido muratore provvederà a riposizionare mattone su mattone e a fabbricarne uno nuovo, ovviamente più solido del primo. E allora quel fragilissimo muro crolla, ma si rialza, crolla, e poi si rialza.. dovremmo avere la forza di abbatterlo cosi come fecero a Berlino...ma quella è storia.. E allora alle volte, ma solo a volte, la vita ci prende in giro così, e così sia. Bacio, B.
continua a scrivere amico i muri qui hanno lo stesso colore dello sfondo, ed è per questo che è difficile vederli, ma condividendo questa intimità è il martello più cazzuto che abbiamo
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