Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. (H. Hesse)

martedì 6 novembre 2007

Perchè mica è sempre facile.

Mi muovo scaltro all'interno di un mondo che mi appartiene ma che non ho mai sentito mio.
Riesco ad avvertire gli ostacoli in anticipo, ed è coscientemente che decido di fregarmene.
Quando inciampo, quindi, so che la colpa è solo mia. La maggior parte delle volte, almeno.
D'altronde se così non fosse sarebbe tutto paradossalmente più complicato. Cadere è l'unico modo che ho trovato finora per continuare a camminare, dopo essermi rialzato.
Mi piace pensare che arriverà anche il momento di correre. Non dico di voler battere il record dei 100 metri, ma almeno un piazzamento vorrei spuntarlo.
Mi guardo dietro e vedo semplicità. Guardo avanti, montagne.
Ho un passato forte a cui appoggiarmi, spesso non è sufficiente, ma me lo devo far bastare.
Perchè ci sono dei giorni in cui alzarsi dal letto pesa davvero troppo.
Ma per fortuna esistono anche notti in cui a letto non vorrei andarci mai. Almeno non da solo.
Perchè se l'anima grida ma il corpo non ascolta, fa solo un gran rumore.
Perchè quando tutto intorno è nebbia, esistono solo due modi per non perdersi: il primo, fermarsi. Il secondo, non fermarsi.
Perchè è proprio quando tutto intorno gira storto, che ho la convinzione che dentro sta andando a gonfie vele.
Perchè ci sono delle cose che proprio non mi vanno giù, mentre quelle che ho qui in fondo non ne vogliono sapere di abbandonarmi.
Perchè ho sempre pensato che quel povero disgraziato di Caino fosse soltanto una vittima del Sistema.
Ma soprattutto perchè la parabola del figliol prodigo, proprio non mi ha mai convinto.
Perchè eccheccazzo quel che giusto è giusto. Senza mezzi termini.
Perchè se avessi più tempo, forse ne sprecherei ancor di più.
Perchè chi cerca sempre soluzioni, rischia di dimenticare il problema.
Perchè domani è un altro giorno, ma oggi pure.
Perchè mica è sempre facile. Ma neanche impossibile.