Caldo il vento mormora tra rovine di ancestrale maestosità.
Tutto intorno sabbia e sole, sole e sabbia.
E il miraggio di porti mai visti è la realtà che si teme, sempre, da queste parti.
L'anima tace la propria presenza; il corpo la grida in silenzio.
Il divario tra paura e terrore è un granello di sabbia, la stessa che i piedi calpestano in una ridicola danza senza musica.
Colori,
odori,
rumori,
di luce vestiti. Di niente vestiti.
E' mentre suona l'orchestra dell'oblio, che arriva, inaspettata, Lei.
Sinuosa e sensuale, altera e sdegnosa, quasi impertinente, nella sua puntualità.
Studia, analizza, valuta, comprende.
Soltanto a questo punto, si erge.
La vittoria, ancora una volta sarà Sua.
Una corda di violino il Suo corpo, vibrazioni il Suo moto, veleno mortale il Suo sibilo.
Che sia musica, dunque.
E con essa timore, fragore, dolore, sentore d'aver perso ciò che ormai non si possedeva più.
La coscienza di sè.
Poi, il buio.
(continua...)
martedì 18 settembre 2007
lunedì 10 settembre 2007
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