Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. (H. Hesse)

venerdì 27 luglio 2007

Home sweet home!

Si può morire dalla troppa felicità?
Ieri sera, per un momento, ho pensato di si.
Inizia la discesa, fate largooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!

martedì 24 luglio 2007

.24.07.07.

Punto.
E.
A.
Capo.

Questa è una promessa, che faccio a me stesso, innanzitutto.
Non ho più intenzione di giustificare niente e nessuno, non voglio più capire, comprendere o giustificare azioni e comportamenti
i-n-q-u-a-l-i-f-i-c-a-b-i-l-i.
Che lo facciano gli altri con me, se ne sono capaci.
Io non ne ho più voglia.

In un istante, muoio.
In quello successivo, rinasco.
Più forte, più cattivo, più duro.
Cristo, che figata.
Uno strano senso di leggerezza e bruciore si mescola nei miei polmoni, stamane. La figata è che il bruciore passerà in fretta.
Il legno di quercia brucia per ore, la paglia solo pochi secondi.
E allora che la paglia bruci, tutto intorno a me, e ci provi, se ci riesce, a farmi paura, a farmi tremare, a farmi piangere, a farmi del male, a farmi scappare.
Io sono qui, e non mi muovo.
Quantevvero iddio non mi muovo.

E' ora di riinventarsi da capo, mon amì Antoine.
E' ora di imparare dagli altri un po' di sano egoismo. Ho avuto maestri eccellenti, in questo, non posso proprio lamentarmi.
E' ora di tirarle fuori, 'ste ali dalla tasca.

Se provo a guardarvi dall'alto, sembrate tutti piccoli e meschini.
Ma so che non è questa la verità.
Semplicemente, ognuno sceglie ciò che crede sia meglio per sè. Punto.

E.
A.
Capo.


Mondo, sorprendimi. Ho aperto gli occhi.

venerdì 20 luglio 2007

Storiella

Oggi vi voglio raccontare una storiella.
Una storia che appartiene ad un passato, neanche troppo lontano, di giorni in chiaroscuro.
Ovviamente.

"C'era una volta una giornata che, come tante altre, purtroppo, era iniziata per il verso sbagliato.
Sapete quella leggera sensazione di insoddisfazione, delusione, stanchezza, niente di grave, ma persistente e fastidiosa...era una di quelle giornate là.
Una di quelle che prima passano, meglio è.
Ti sembra quasi che nulla possa cambiare quello stato, e poi ci pensi e dici: ancora così? Sto ancora così!?
Sei cieco di fronte al mondo, in quelle giornate là.
Sei cieco di fronte alla felicità. E si sa, quando non si ha il coraggio di guardarla dritta negli occhi, la felicità, lei va da un'altra parte.
E' un po' puttana la felicità, in questo. Ma che ci vuoi fare, è così.
Poi arriva un pensiero, una frase, inaspettata semplice diretta precisa.
Ed è un Amico a pronunciarla, mica una persona qualsiasi.
-Ti voglio bene-
Tre parole facili facili, così facili che sono tra le prime che i bambini imparano, ma purtroppo anche le prime che gli adulti spesso dimenticano.
E fa male il cuore dalla gioia quando le dicono a te.
A volte non ci pensi a certe cose, tanto sai che sono lì, sempre e comunque.
Mica è sempre vera 'sta cosa qua, però.
E anche se lo fosse? Comunque sia, sono bastate tre paroline ed è cambiata la luce intorno.
Spero di non dimenticarlo, almeno fino a stasera, poi domani sarà un'altra storia, ma intanto oggi c'è il sole.
E me lo voglio godere fino in fondo."

Questo è un piccolissimo "grazie", per tutte quelle meravigliose persone che mi riempiono con i loro -ti voglio bene-.
I miei amici.
A volte mi chiedo come farei senza di voi.
Per fortuna, non devo trovare una risposta.

venerdì 13 luglio 2007

Si cambia musica!

la vecchia musica? silenzio
la nuova musica? fanfara!
le mani di un amico? grandi
le mani di un nemico? nascoste
gli occhi di chi ti legge nell'anima? lucidi
gli occhi di chi ti mente? lucidi (capito perchè è tutto un gran casino quaggiù?)
il giorno più lungo? solstizio d’estate
la notte più lunga? quella in cui sei solo
il giorno più bello? deve ancora venire
e quello più brutto? è già venuto, ha fatto, disfatto, costruito e distrutto.E se ora non se ne va affanculo in fretta, ce lo mando io a calci
l'animale più veloce? la gelosia
e quello più lento? la fiducia
un brutto rumore? una porta che sbatte
un bel suono? la Sua voce al mattino
la strada più difficile? la propria, sempre
il colore del mare? il colore del mare
la forza di una donna? la sua meravigliosa "fragilità"
la forza di un uomo? la sua donna
un ricordo che scalda? mia nonna che mi abbraccia e mi prende in braccio
un "adesso" che scalda? io che abbraccio dall'alto la mia nonnina
un sapore da dimenticare? un bicchiere di detersivo per piatti bevuto da piccolo
un sapore da non dimenticare? il primo bacio. e l'ultimo.
il profumo di un sogno? gelsomino
il colore di una carezza? ocra rossa
il suono di un abbraccio? .ta.
un pianoforte accordato? avvolgente
un violino scordato? affascinante
un libro ancora da leggere? siiii
il peso dell'anima? meno di 21 grammi, mooolto meno
il prezzo della libertà? 700 euro/mese

un orizzonte assolato? è tutto mio.

giovedì 5 luglio 2007

Tramonti

Sangue dolente esonda da ferite marcescenti.
E tu.
Di spalle.
Ridi.
Strazianti silenti stridii percorrono il mio corpo in cerca di un nulla ingombrante.
Un perverso piacere discende dalla incessante ricerca del dolore, ora.
Necessito di altro veleno, perch'io possa infine trovare l'antidoto in me.
Ancora una volta.

Ma.
Immerso, respiro.
E allora vedo nuova Luce, nel tramonto di un altro mattino.

lunedì 2 luglio 2007

Tempo

...che se proprio vogliamo dirla tutta, è sempre e solo una questione di tempo.

nonhotempononfacciointempoperditempoguadagnatempochetempofa
vaiatempomiservetempotempotempotempotempo!

E tutti, dico tutti, che si aspettano da te sempre il rispetto di regole non scritte che ti impongono i -loro- tempi, ritmi, pause.
Ci sono dei momenti in cui è necessario andare fuori tempo -questo bisogna capirlo- altrimenti c'è il rischio di assuefarsi al ritmo cadenzato della banalità dove è tutto già scritto -e, per alcuni, questo bisogna accettarlo-, e l'unico sforzo che vi è richiesto è quello di "leggere".
Facile, troppo facile.
"Scrivere" il proprio tempo è il lusso dei coraggiosi e l'incoscienza degli inetti.
Il vero problema, ora, è cercare di capire a quale delle due sopracitate categorie si appartenga.
Per quanto mi riguarda sarebbe più semplice (e non di poco, pergiunta) capire perchè il senso di scorrimento del tempo è nella direzione degli istanti crescenti e non il contrario, ma ormai siamo arrivati a quello che sembra essere il nodo e tanto vale provare a tirare fuori qualcosa.
Non dico risposte, ma almeno idee di domande concrete.
Perchè un'affermazione è sempre una risposta a qualche domanda, che la maggior parte delle volte, però, non si conosce.
Pronti via (!?)
Scrematura iniziale: se pensate di essere dei coraggiosi, c'è una probabilità molto prossima ad uno che voi siate degli inetti. E viceversa.
Ok, io sono fuori.
Pazienza.
Andiamo avanti.
Quando andate fuori tempo (ammesso che lo facciate, ma io credo proprio di si), è una vostra libera scelta o semplicemente non trovate il tempo per andare a tempo?
Neanche a dirlo, risposta uno, coraggiosi, risposta due, inetti.
Ok, questa era facile l'ammetto.
Ora, così su due piedi mi verrebbe da dirvi che sono già stufo di porre domande (anche perchè io sono già fuori gioco e quindi non mi diverto più...hihihi), ma la verità è un'altra: in questo momento, semplicemente, non ho tempo per continuare a scrivere.
Eccolo il Tiranno per eccellenza, il Signore assoluto delle nostre vite, colui per il quale si fa tutto e niente.
Si può, si deve, combatterlo, ma poi vince quasi sempre Lui.
Tempo, Destino, Casualità, Sfiga...questi signori sono tutti amici, e spesso passeggiano mano nella mano calpestando la strada della nostra esistenza.
Quello che mi da davvero ai nervi è che sembra che, passeggiando, ridano.
Per quanta tenacia e passione mettiate, per quanto determinati voi siate, per quanto vi ostiniate a fermarli per poterli plagiare e piegare al vostro volere, sarà sempre Lui a dettare i tempi, i ritmi, le pause.
C'è poco da fare, ragazzi; tra coraggiosi e inetti, a volte, non c'è differenza.
A volte.
Altre volte, invece, si riesce a spuntare un risultato. Usando un gergo che non mi appartiene potrei dire un pareggio fuori casa, se capite ciò che intendo.
E se vi pare poco, be', non disperate, le vittorie arriveranno, ma da queste parti, si sa, nulla è gratis.
Ah, alla fine il tempo per dire queste ultime due scemenze l'ho trovato.
Anzi, il tempo c'è sempre stato, è solo che ora sono riuscito a "scriverlo" come volevo.
E, almeno per stavolta, ho vinto io.



C'è tempo
(Ivano Fossati)

Dicono che c'è un tempo
Per seminare
e uno che hai voglia
Ad aspettare
Un tempo sognato che viene
Di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare

C'è un tempo negato
E uno segreto
Un tempo distante
Che è roba degli altri
Un momento che era meglio
Partire
E quella volta che noi due
Era meglio parlarci

C'è un tempo perfetto
Per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole
D'estate
E saper raccontare
Ai nostri bambini quando
È l'ora muta delle fate

C'è un giorno
che ci siamo perduti
Come smarrire un anello
In un prato
E c'era tutto un programma
Futuro
Che non abbiamo avverato
È tempo che sfugge
Niente paura
Che prima o poi ci riprende
Perché c'è tempo, c'è tempo
C'è tempo, c'è tempo
Per questo mare infinito
Di gente

Dio, è proprio tanto che piove
E da un anno non torno
Da mezz'ora sono qui arruffato
Dentro una sala d'aspetto
Di un tram che non viene
Non essere gelosa di me
Della mia vita
Non essere gelosa di me
Non essere mai gelosa di me

C'è un tempo d'aspetto
Come dicevo
Qualcosa di buono che verrà
Un attimo fotografato, dipinto, segnato
E quello dopo perduto via
Senza nemmeno voler sapere
Come sarebbe stata
La sua fotografia

C'è un tempo bellissimo
Tutto sudato
Una stagione ribelle
L'istante in cui scocca l'unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
Da molto lontano
È il tempo che è finalmente
O quando ci si capisce
Un tempo in cui mi vedrai
Accanto a te nuovamente
Mano alla mano
Che buffi saremo
Se non ci avranno nemmeno
Avvisato

Dicono che c'è un tempo
Per seminare
E uno più lungo per aspettare
Io dico che c'era un tempo
Sognato
Che bisognava sognare