Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. (H. Hesse)

lunedì 11 giugno 2007

Day Zero - ovvero, quando tutto ebbe inizio.

Lasciate che io sia carne e cielo, musica e parole, zolfo e zucchero.
Lasciate che io viva nell'oblio, ricordando chi non sono...chi vorrò essere è scritto negli occhi di chi non guarda, ma "ascolta".
Parole superflue.
Rumori sensati di un insensato concerto.
Troppe risposte per così poche domande.
La notte esiste nella misura in cui arriverà, inesorabile, un giorno nuovo a spazzarla via.

...

Ed ora che, finalmente, mi sono tolto questo sassolino dalla scarpa, si può davvero iniziare.
Toni diversi, forse.
Chiaroscuri, s'è detto(?)
Stessa mano, altri occhi.
Socchiusi per ridere, sbarrati per piangere. Singolare, nevvero?
Ne parleremo...

Ma che caldo che fa oggi, mi sa che mi spoglierò.
Di un po' di pensieri che da tempo non mi dan tempo di pensare ad altro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

day zero...oggi piu' che mai, sarò infermiere, e se farà caldo non voglio muri a farmi ombra... mai più. adesso sono anche on-line