Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. (H. Hesse)

martedì 24 luglio 2007

.24.07.07.

Punto.
E.
A.
Capo.

Questa è una promessa, che faccio a me stesso, innanzitutto.
Non ho più intenzione di giustificare niente e nessuno, non voglio più capire, comprendere o giustificare azioni e comportamenti
i-n-q-u-a-l-i-f-i-c-a-b-i-l-i.
Che lo facciano gli altri con me, se ne sono capaci.
Io non ne ho più voglia.

In un istante, muoio.
In quello successivo, rinasco.
Più forte, più cattivo, più duro.
Cristo, che figata.
Uno strano senso di leggerezza e bruciore si mescola nei miei polmoni, stamane. La figata è che il bruciore passerà in fretta.
Il legno di quercia brucia per ore, la paglia solo pochi secondi.
E allora che la paglia bruci, tutto intorno a me, e ci provi, se ci riesce, a farmi paura, a farmi tremare, a farmi piangere, a farmi del male, a farmi scappare.
Io sono qui, e non mi muovo.
Quantevvero iddio non mi muovo.

E' ora di riinventarsi da capo, mon amì Antoine.
E' ora di imparare dagli altri un po' di sano egoismo. Ho avuto maestri eccellenti, in questo, non posso proprio lamentarmi.
E' ora di tirarle fuori, 'ste ali dalla tasca.

Se provo a guardarvi dall'alto, sembrate tutti piccoli e meschini.
Ma so che non è questa la verità.
Semplicemente, ognuno sceglie ciò che crede sia meglio per sè. Punto.

E.
A.
Capo.


Mondo, sorprendimi. Ho aperto gli occhi.