Anche un orologio fermo segna l'ora giusta. Due volte al giorno. (H. Hesse)

mercoledì 3 ottobre 2007

Piccolo breviario di quotidiane idiozie.

Arriva un momento in cui non ce la si fa più. Ne senti una, due, tre, ma poi dici basta.
Basta.
E le devi tirare fuori, altrimenti rischi che, tenendole tutte dentro, esplodano contagiando anche te.
Le quotidiane idiozie.
Ecco, io sono arrivato ad un punto tale per cui ora inizio a temere per la mia sanità mentale.
E se non scrivo (sperando così di debellare, almeno in me, il malefico morbo dell'idiozia ormai dilagante), potrei anche rimanerne vittima.
Consapevole, oltretutto. Il che mi renderebbe complice di tanto scempio.
Allora mi dissocio, che si sappia.
Sia chiaro che potrei stare qui a scrivere per giorni interi, e ancora non sarebbe una trattazione esaustiva.
Ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
E allora, fiato alle trombe.
Ma prima, una precisazione: per quanto inverosimile possa sembrare, non mi sto inventando niente.
Giuro.

Una spiaggia del litorale romano. Due ragazze -carine, per giunta- passeggiano chiacchierando amabilmente di un ragazzo appena conosciuto, credo.
Mi passano vicino e non posso fare a meno di carpire un brandello (mai definizione è stata più calzante) della loro conversazione.

-Avrà un bel fisico, begli occhiali, ma è proprio stupido.

In me, il gelo. A dispetto dei 38 gradi esterni.
"begli occhiali"!?
Nell'estate 2007, sul litorale romano, noi maschietti siamo stati giudicati (e quello in questione, come stupido, oltretutto!) in base ai nostri occhiali da sole.
Sappiatelo, per l'anno prossimo.

Oggi, al telegiornale (tg5, mica tele torbellamonaca), una signora di un paesino dell'Abbruzzo è stata intervistata da un giornalista.
Lei: -Non dava fastidio a nessuno, scendeva in paese la sera, faceva una passeggiata e se ne riandava via. Era diventato ormai uno di noi. Ci mancherà moltissimo.

Il soggetto? Un orso bruno morto dopo aver mangiato del cibo avvelenato.

E non vi dico la retorica buonista del giornalista. Aberrante.
Non me ne vogliano gli animalisti, ma parlare al telegornale di una bestia morta negli stessi termini in cui si parla delle persone, è qualcosa che trovo nell'ordine:
1. disgustoso;
2. ipocrita;
3. umiliante.

Riordinate la lista come volete, ma guai a voi se vi azzardate a cambiare un solo aggettivo.
Non accetto, in questo, pareri discordi. E' fuori da ogni grazia di Dio.

Comunque.

Finiamo con una risata, che è meglio.

La location è uno dei due fantastici negozi capitolini dell'altrettanto fantastico signor Ikea (che Dio lo benedica e l'abbia in gloria ora e sempre, senza di lui col cavolo che avrei una casa).
Però stavolta l'ha fatta grossa.
Entrate nel meganegozio, prendete carta, matita, metro e bustona gialla, fate il vostro giro, provate tutti i divani-poltrone-letti-sedie-armadi-tavoli che volete, acquistate poi solo un set di stampelle (3.99 euro/8 pz.), vi recate alla cassa per pagarle e qui.
Qui.

L'idiozia delle idiozie.

E pensare che c'avranno studiato almeno in venti per tirarla fuori.
Un poster gigante appeso di fronte ad gni cassa (non sia mai vi dovesse sfuggire):

"Ti piace la busta gialla? Compratene una blu!".

Ora io dico, porcaccia miseria:
1. A chi può piacere quella busta gialla di simil-nylon che pure mia nonna si vergognerebbe ad usare per andare a fare la spesa (un po' per il colore, un po' perchè non ha le rotelle)!?
2. Ammesso pure che qualche folle al quale piaccia la busta gialla esista, qualcuno mi può spiegare per quale cazzo di motivo se a me piace la busta gialla me ne devo comprare una blu!?!?!?
Sarebbe già un miracolo vendere una busta gialla ("Ti piace la busta gialla? Compratela!" sarebbe stato meglio, secondo me. Almeno coerente.), ma perchè quella blu?
Era finito il tessuto giallo? Volevano fare i simpatici? Il blu si intona meglio del giallo con l'impiallacciatura betulla dei mobili per tv Skvastva?
Esigo una risposta, qualcuno mi aiuti, ve ne prego.
E' come se io andassi in pizzeria e dicessi al cameriere: "vorrei proprio una capricciosa stasera; ok, mi porti una margherita".
Poi, se quello vi manda a cagare, con chi ve la prendete?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi hai fatto fare proprio una bella risata (anche se in realtà c'è poco da ridere)...Cmq non temere per la tua sanità mentale, ti ho sempre considerato una persona estremamente intelligente ma a volte l'intelligenza di una persona si misura anche dal accettare gli altri così come sono...Miha

Anonimo ha detto...

Premetto di percepire come capita a te l'idiozia dilagante, accettata passivamente dai più.
Ma per darti pace, vorrei provare a fornirti la soluzione al quesito della busta gialla.

Il colore è diverso, per le buste acquistabili, per poterle distinguerle da quelle non acquistabili e che devono quindi rimanere dentro i negozi.
Ergo, se esci dall'ikea con una busta blu, ok. Con una gialla, l'hai fregata perché non è in vendita.
Non puoi uscire con una busta gialla e dire "ma io l'ho comprata la settimana scorsa".
Le buste blu si trovano solo alle casse, quindi è più difficile "imboscarle". Quelle gialle, sono disponibili in tutto il percorso e arrivato alle casse potresti dire di averla comprata in precedenza e portartela via.
Credo che sia tutto qui il motivo. O qualcosa del genere.
E' una supposizione, chiaro, non lavoro ad ikea.

Spero di aver portato sollievo.

Saluti

Chia

Anonimo ha detto...

Idiozia dilagante?
basta guardare la tv per esserne sommersi...
L'importante è riderci su, e non prendere tutto e tutti troppo sul serio, anche noi stessi.
"Una risata salverà il mondo!"ma è anche vero che "se la vita ti sorride sempre... vuol dire che c'hai una paresi"(questa battuta non è mia...Hi, Hi)

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda l'idiozia dilagante sarebbe troppo lunga la lista, bisognerebbe fare un V-day al giorno. Per la questione delle buste blu, visto che a ikea sono rimaste sullo stomaco, dovrebbero rivolgersi a quello che ha curato la pubblicità di Fabozzi(e non era facile).Ne ho viste due ,una diceva "fumare fa male...parliamo contro i nostri interessi", e l'altra prima di una curva a gomito, "rallentate o ci vedremo prima del previsto"...mi sono AMMAZZATO dalle risate ahahah.ciao amico.Dario

Anonimo ha detto...

Dario:
Ciao ziu
sto qui con Fra che m’ha scritto la solita lettera tra lo strappalacrime e la predica; ne cito il passaggio saliente:
(Fra: Fortunatamente sono qui presente a censurare una serie d’indecenti aggettivi del tuo amico…buona lettura, Antoine)

“Tempo fa, prima dell’inizio dell’estate, incontrai Poppo sulle panchine di fronte al club house. Erano anni che non lo vedevo. E così tra il più ed il meno, tra le reciproche spiegazioni su dove fosse andata la nostra vita in quell’arco di tempo, ci trovammo a parlare di quando eravamo ragazzi e della fine che avevano fatto quelli che conoscevamo. TUTTI quelli che conoscevamo. Sono usciti dalla memoria nomi che erano ormai talmente lontani da me, da farmi pensare che non fossero mai esistiti. Poi arrivò Michele a completare il quadro delle ricorrenze finché nessuno aveva più nulla da dire. A ripensarci mi sembra quasi di vedere un alone di morte su quel pomeriggio. La verità è che non bisognerebbe tornare mai, né perseverare intorno a ciò che non è mai stato.
Le cose cambiano, ma non cambiano mai abbastanza per rinnovarsi. Restano i buchi, le esperienze non condivise, i puzzle mancanti di un percorso che non serve più neanche raccontare. Non si ride più insieme, non si condivide più, non si scherza più sui difetti dell’altro. Perché? Perché in fondo non li conosciamo; al massimo tentiamo di riconoscerli dietro falsi sorrisi, confidenze forzate, dietro muri di gomma sostenuti da sterili, inutili formalità, che in passato non avevano ragione d’esistere. E su quei muri di gomma tutto ci rimbalza contro creando voragini di delusioni. Ma come non poter amare ciò che ci ha tradito? Si amerà sempre ciò che ci ha tradito.”


Dario: melanconica si, ma forse non insensata…del tutto.

Anonimo ha detto...

Non hai torto.
è dilagata.
l'idiozia è dilagata.
Figlia pero' di un Relativismo mai combattuto..
Chi ha buone orecchie intenda...

Azalea Boy